Dimmi come collezioni e ti dirò chi sei

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“Il fascino di una collezione sta in quel tanto che rivela e in quel tanto che nasconde della spinta segreta che ha portato a crearla”
(Italo Calvino)

Il collezionismo è quella passione che spinge una persona a ricercare e raccogliere in modo organizzato oggetti di una certa tipologia. Il termine “Filatelia”, derivante dai due vocaboli greci “philos” (amico) e “atéleia” (franchigia), indica lo studio e il collezionismo di francobolli e oggetti postali (buste, cartoline, interi postali, bolli e annulli, etc.) quali veicoli di storia, valori e cultura. Da questo termine deriva anche la parola “filatelista”, ovvero “persona che si interessa di Filatelia”.

Per un collezionista esistono infiniti modi per impostare ed interpretare una collezione filatelico-postale, ma a mio giudizio le macrotipologie di collezione sono sostanzialmente due:
1) la collezione fatta per sé stessi, per il proprio piacere e per la propria soddisfazione, impostata e sviluppata secondo la propria personalità, non destinata a concorsi o competizioni ufficiali con altri collezionisti;
2) la collezione destinata a partecipare a concorsi o competizioni ufficiali con altre collezioni, impostata secondo precise regole stabilite dagli organismi preposti al giudizio.

Il collezionista è in genere una persona curiosa, creativa, che trae conoscenza dal proprio collezionare. Io sono per la collezione fatta per sé stessi: la mia collezione è costruita in assoluta libertà, e non potrei fare diversamente. Non sono naturalmente contraria ai concorsi, ma non riesco a condividere l’idea di coloro che si sentono in dovere di seguire l’omologazione federale anche nelle collezioni private. Sono senz’altro d’accordo con una parte di quanto espresso nell’articolo “Cosa e come collezionare” pubblicato il 22 giugno 2011 sul sito web del CFO: anche io sono convinta che l’ordine e l’organizzazione sia importante e sia una delle gioie del collezionare, e che gli oggetti collezionati debbano sempre trovare una sistemazione definitiva in raccoglitori dedicati e non debbano essere tenuti sparsi in scatole varie e bustine aspecifiche, ma per chi non è interessato ai concorsi non credo che sia così essenziale “pianificare” preventivamente e in modo così dettagliato la propria collezione, credo anzi che il bello stia proprio nel soddisfare ognuno la propria creatività seguendo strada facendo il proprio istinto, pur sempre conservando bene e con criterio la propria collezione. A chi piace “pianificare” tutto, faccia pure, ma credo sia molto importante poter soddisfare in maniera del tutto personale la propria curiosità.

Spesso mi viene chiesto di descrivere la mia collezione. Devo innanzitutto spiegare il mio punto di osservazione: io considero la filatelia e la storia postale quali parti integranti di una disciplina molto più ampia e articolata che è la comunicazione postale, attività umana che ha caratterizzato la nostra società fin dai tempi più antichi, di cui i francobolli e gli oggetti postali sono la testimonianza. Amo il mondo postale con una prospettiva piuttosto allargata. Non faccio parte della filatelia organizzata, sono una studiosa di comunicazione e la mia posizione è assolutamente indipendente. Mi piace la collezione ASFE (A Stamp From Everywhere) e mi piace anche seguire diverse tematiche tra cui le arti, le scienze, il folklore, l’iconografia religiosa, e altre ancora. Inoltre amo i documenti storici e gli oggetti postali, mi piacciono le celebrazioni e le commemorazioni filateliche di imprese umane grandi e piccole, i servizi postali atipici e le curiosità, le scritture epistolari e i souvenir postali. Adoro il Postcrossing (del quale sono stata nominata Ambassador) e le cartoline illustrate che mi spediscono gli amici ma che mi spedisco anche da sola. Inoltre mi lascio facilmente sedurre dal “bello” ovvero dal gusto estetico e artistico del francobollo o dell’oggetto postale. Vi sembra una collezione troppo fantasiosa? Per qualcuno forse può esserlo, ma io so trarne i miei vantaggi e la soddisfazione personale è garantita. Il tutto viene da me catalogato e conservato con molta accuratezza e precisione in album e raccoglitori disposti in perfetto ordine. Un bell’archivio, ben organizzato e tutto a posto. Se fossi una collezionista che partecipa ai concorsi (ma non lo sono) sarei probabilmente un tipo da Classe Aperta.

Per quanto riguarda gli studi, amo la prospettiva sociologica (e in particolare gli aspetti legati alla condizione femminile), la storia dei sistemi postali e l’evoluzione della comunicazione epistolare. Ma sono aperta ad approfondire ogni argomento che stimoli il mio desiderio di conoscenza.

Un’ultima personale considerazione per quanto riguarda le collezioni concepite esclusivamente come forma di investimento economico: penso che a qualsiasi collezionista possa fare piacere possedere qualche pezzo di valore come forma di soddisfazione personale, ma nulla ha a che fare con l’intenzione di trarne un vantaggio economico, è tutto un altro discorso!

© Maria Grazia Dosio CC BY-NC-ND 3.0 IT

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“Letter Rack” – John F. Peto (1885)
trompe l’oeil, olio su tela
(clic per ingrandire)

Dimmi come collezioni e ti dirò chi seiultima modifica: 2011-08-03T08:00:00+02:00da mgdosio

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