Ecologia e informatica (terza parte)

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Questa volta parliamo di trashware, di sistemi operativi e di come possiamo prolungare la vita dei nostri computers.

Rifiuti elettronici (trashware)Ogni anno viene prodotta una quantità impressionante di rifiuti elettronici (trashware) derivanti da apparecchiature dismesse, quali computers, telefoni, tv, etc. Spesso questi apparati vengono scartati perché sembrano avere raggiunto il termine del loro ciclo di vita, ma non è sempre così. A volte le mode commerciali e i nuovi ritrovati dell’industria elettronica ci inducono a mettere da parte oggetti ancora funzionanti ma che sembrano “passati di moda”. Altre volte invece le apparecchiature vengono eliminate in quanto diventate effettivamente obsolete benché ancora funzionanti.

Per quanto riguarda il discorso del “passato di moda”, ritengo che non valga neanche la pena prenderlo in considerazione: è davvero una assurdità consumistica. Lascio a voi ulteriori commenti.

Per quanto riguarda invece la questione della effettiva obsolescenza delle apparecchiature un po’ anzianotte ma ancora funzionanti, il discorso diventa complesso: quanti di noi hanno dovuto sostituire un computer acquistato qualche anno fa, ancora funzionante ma dotato magari di poca memoria o di un processore un po’ lento, incapace ormai di supportare i nuovi sistemi operativi divenuti col tempo sempre più avidi di risorse? Davvero tanti di noi hanno dovuto farlo, magari provando qualche senso di colpa, ma ci è sembrato di non avere altra scelta.
Eppure l’alternativa esiste. Per prolungare la vita ad un computer un po’ “vecchiotto” ma ancora funzionante, si può installare un sistema operativo all’avanguardia ma poco esigente in termini di requisiti hardware: ad esempio si può optare per un sistema operativo della famiglia Ubuntu.

Ubuntu,Kubuntu,Xubuntu

Stiamo parlando si sistemi operativi basati su Linux, che uniscono stabilità, sicurezza e facilità di utilizzo anche su macchine considerata “datate”, offrendo la possibilità di prolungarne la vita ancora per qualche anno. Sono perfetti per computer desktop e portatili (esiste anche la versione server) e fornisce applicazioni adatte ad ogni esigenza, per l’uso in casa, a scuola o in ufficio. Inoltre non necessitano di antivirus.
Vogliamo una versione di Ubuntu molto leggera? Possiamo optare per Kubuntu.
La versione Xubuntu costituisce un’alternativa ancora più estrema, che si accontenta di poche risorse.

Vi state chiedendo se l’alternativa è valida? Io utilizzo Ubuntu da diversi anni, e vi assicuro che funziona davvero molto bene, supportando anche tutte le funzionalità di rete e di stampa.

Il recupero delle macchine funzionanti ritenute obsolete, attraverso la reinstallazione di sistemi operativi idonei, consente un notevole risparmio sia economico che eco-ambientale. Se invece il nostro computer è giunto davvero al termine del suo ciclo di vita e non funziona proprio più, allora siamo davvero costretti a buttarlo via, ma facciamo attenzione a smaltirlo correttamente: questi rifiuti speciali vanno conferiti separatamente rispetto agli altri rifiuti, in modo che possano essere trattati da centri adeguatamente attrezzati, autorizzati al disassemblaggio, alla messa in sicurezza ovvero all’asportazione dei componenti inquinanti e non riciclabili, ed al recupero dei componenti che possono essere riutilizzati dall’industria elettronica. L’entrata in vigore del decreto ministeriale 65/2010 per la Raccolta delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) obbliga inoltre i negozianti al ritiro – a titolo gratuito – della vecchia apparecchiatura al momento dell’acquisto di quella nuova: tenetelo presente.

Per ulteriori informazioni sui sistemi operativi della famiglia Ubuntu vi consiglio di consultare il sito italiano ufficiale Ubuntu-it.

Nella prossima puntata parleremo di risparmio energetico.

© Maria Grazia Dosio CC BY-NC-ND 3.0 IT

Ecologia e informatica (terza parte)ultima modifica: 2012-07-24T14:39:00+02:00da mgdosio

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