Artemide, dea selvaggia

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LA DONNA NELLA STORIA FILATELICA ITALIANA
Aggiornamento N. 12.

L’arte della ceramica tradizionale italiana è stata celebrata sui cinque francobolli dedicati al Made in Italy emessi il 14 ottobre 2012. Le cinque vignette riproducono alcuni lavori artistici di pregio legati a specifiche località italiane.

Considerando in particolare la vignetta del francobollo dedicato alla località di Castelli (TE), che riproduce l’immagine di un piattino in ceramica conservato nel museo locale, osserviamo la rappresentazione di un soggetto femminile: si tratta della divinità greca Artemide, nell’atto di abbracciare Endimione dormiente.

artemide

Le culture antiche produssero spesso divinità femminili che esprimevano grande potere e grande forza sia spirituale che fisica, alle quali gli esseri umani si rivolgevano per avere protezione tanto nella vita quotidiana quanto in guerra. La figura di Artemide, divinità selvaggia dell’antica Grecia, era venerata quale dea della caccia e del tiro con l’arco, ma anche quale signora degli animali e personificazione della Luna crescente. Fu spesso identificata anche con la dea Selene, altra divinità lunare, nota per il suo legame con Endimione, eroe mitologico da cui avrebbe avuto 50 figlie.
Secondo una delle numerose versioni del mito, Endimione ricevette da Zeus la possibilità di sostituire la morte con un sonno eterno: in questa immagine dipinta, è Artemide stessa che immerge l’amato nel sonno perenne.

Il piattino fu realizzato all’inizio del XVIII secolo da Carlo Antonio Grue, pittore su ceramica dell’epoca barocca.

© Maria Grazia Dosio CC BY-NC-ND 3.0 IT

Artemide, dea selvaggiaultima modifica: 2015-10-15T13:11:32+02:00da mgdosio

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